Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Cagnacci ci gioca

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Visitata il 25 aprile. Mostra pletorica, in spazi che sembrano quelli di un trovaroba antiquario. Quattro Caravaggio (o meglio tre) messi in un corridoio di passaggio. Lui Cagnacci è molto meglio nella versione che meno piace. Quella iniziale, abbarbicato al realismo sentimentale di Ludovico Carracci. Quel po’ di goffaggine da pittore di ex voto lo rende vero. Poi inizia a cullarsi i viziosi committenti veneziani, con esercizi sadomaso per pornomani d’alto bordo. Tranchant il passaggio dal San Giuseppe (dell’Oratorio di San Giuseppe di Forlì) che sembra un attore da operetta di paese rimasto solo sul palcoscenico (precursore degli Scarozzanti testoriani: del resto sembra il ritratto di Franco Parenti), alla sala “proibita” delle eroine in deliquio. Un appunto: tra tanti paragoni più o meno opprtuni manca quello con Francesco Del Cairo. Cagnacci ne sarebbe uscito male.

Infine: un altro spazio espositivo monumentale, recuperato con grande dispendio di risorse e senza sapere bene che farne. Il convento di San Domenico, finita la mostra sarà un bel mausoleo deserto.

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Written by giuseppefrangi

aprile 30, 2008 a 9:45 am

Pubblicato su antichi

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