Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Archive for maggio 2008

Alberti o Mondrian?

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Dalla cover di un nuovo libro di Electa (Massimo Bulgarelli , Leon Battista Aberti 1404-1472 Architettura e storia) questo particolare della facciata di Palazzo Rucellai. La possanza del quadrato e il boogie-woogie del bugnato piatto. Meraviglie di un genio leggero.

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Written by giuseppefrangi

maggio 28, 2008 at 3:54 pm

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Rossi e Agostino

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Da l’Autobiografia scientifica di Aldo Rossi.

«… pensavo che l’ultimo progetto, come l’ultima città conosciuta, come l’ultima relazione umana, fosse la ricerca della felicità identificando poi la felicità come una sorta di pace e poteva essere una felicità d’inquietudine ardita ma sempre definitiva. Per questo ogni presa di coscienza delle cose si confondeva con il gusto di poterle abbandonare, di una sorta di libertà che sta nell’esperienza, come un passaggio obbligato perché le cose avessero la loro misura. Da sempre pensavo al passo di S.Agostino ” Signore Dio, poiché tutto ci hai fornito, donaci la pace, la pace del riposo, la pace del sabato, la pace senza tramonto. Tutta questa stupenda armonia di cose assai buone, una volta colmata la sua misura, è destinata a passare. Esse ebbero un mattino e una sera.” Ma è certo che il compimento andava oltre l’architettura e ogni cosa è soltanto la premessa di ciò che vogliamo fare. »

Written by giuseppefrangi

maggio 27, 2008 at 10:31 pm

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Baconiana/1

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Ultime battute dell’intervista con Michael Archimbaud (aprile 1992, pochi giorni prima della morte).

«L’importante per un pittore è dipingere e basta» «Dipingere ad ogni costo» «Sì, anche dei falsi, pur di dipingere».

«Sì, preferisco sempre che le mie tele siano incorniciate e sotto vetro. È un’idea di oggi quella secondo cui i quadri non vanno incorniciati, ma ho l’impressione che, in relazione a ciò che è la pittura, si tratti di un’idea falsa. La cornice è una cosa artificiale, e viene messa apposta per rafforzare l’aspetto artificiale della pittura. Più l’artificio delle tele che si realizzano è evidente, più vale questa consuetudine e più la tela ha possibilità di funzionare, di mostrare qualcosa. Può sembrare paradossale, ma in arte è un fatto indubitabile: si raggiunge uno scopo attraverso l’impiego massimo di artificio, e si riesce a creare qualcosa di autentico quanto più l’artifico è evidente».

Written by giuseppefrangi

maggio 27, 2008 at 10:28 pm

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Morte allo stile

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Su Casabella 766 una lezione di Le Corbusier 1938.

«E ora, amico, ti prego di tenere aperti gli occhi. Hai gli occhi aperti? Sei stato educato a tenere gli occhi aperti? Li tieni continuamente e utilmente aperti? Che cosa guardi quando esci per una passeggiata? … Ora che mi sono rivolto al tuo senso dell’onestà vorrei inculcare a te come a tutti gli studenti di architettira, l’odio per lo “stilismo da tavolo da disegno” che consiste nel coprire un foglio di carta con immagini attraenti “stili“ o “ordini“ – questa è moda. L’architettura invece è spazio, larghezza, profondità, altezza, volume e circolazione. Architettura è una concezione della mente. La devi concepire nella tua testa ad occhi chiusi. Solo così puoi prendere cisione del tuo progetto».

«Tu non sai nulla degli “ordini“ nè dello “stile 1925” e se ti colgo a disegnare nello “stile 1925″, ti pesto sulle orecchie. Non devi essere uno stilista. Tu articoli, pianifichi – nient’altro».

Written by giuseppefrangi

maggio 23, 2008 at 9:10 pm

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Francesi beceri

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Traces du Sacre è la mostra aperta al Pompidou per esplorare con estrema scontatezza un tema che brucia le dita. Per Le Monde è una questione in lenta e implacabile estinzione. Il percorso è tutto storicizzato, e a parte qualche formula efficace (Risonanze dell’arcaico per Pollock e Beuys), non ci si discosta dall’assolutamente prevedibile. Un tema così imbrigliato in uno schema è un tema assolutamente inerte. Meglio lasciar perdere. Piuttosto, nella personalissima classifica dei pittori che si sono avventurati oltranzisticamente sul terreno, vedo: 1. Bacon; 2. Yves Klein; 3. Rothko; 4. Dan Flavin; 5. Fontana; 6.Warhol; 7. Barnett Newman… Lista in fieri. Su Giacometti ci devo pensare. Comunque tendenzialmente la figura è in fuga. L’espressione di un’adesione religiosa passa per vie fragili, che non reggono l’impatto con le immagini. C’è bisogno di non detto. Di non dichiarato. Solo così ri-sbuca. Forse…

Solo Bacon fa certamente eccezione. Anche il Matisse ultimo è felice, ma ha una patina un po’ clericale. È sacro molto voluto. E il sacro quando arriva su comanda ha sempre un che di loffio. Meglio il paradiso della Danza… O la finestra aperta sul cielo di Nizza: di nuovo paradiso.

Poi c’è il coté esoterico e alchemico. Lì la lista è infinita.

Written by giuseppefrangi

maggio 20, 2008 at 10:54 pm

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Bacon 86milioni

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Record per il Trittico di Bacon (1976) a New York. Ne prendo un particolare. Difficile per B. sottrarsi al destino di “cristicità“.

Altra frase: «La gente tende ad offesa dai fatti o da quella che una volta veniva chiamata verità».

«Vogliamo qualcosa di nuovo. Non un realismo illustrativo, ma un realismo che scaturisca dall’invenzione di un modo effettivamente nuovo di bloccare la realtà in qualcosa di completamente arbitrario».

Written by giuseppefrangi

maggio 16, 2008 at 4:41 pm

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Carne svedese

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Vista alla Fondazione Prada la mostra di Nathalie Djurberg (Svezia 1978). Una Louise Bourgeois che abbia aggiornato la crudeltà allo standard dei nuovi tempi. Qui non c’è più spazio per intimismi o nostalgie. La realtà è svergognata senza pietà. Dice Celant che i suoi soggetti sono “cannibalizzati dall’arte”. Ci azzecca. È l’uomo che precipita in un destino da bestie, senza scampo. Chi lo sa si infila nella pelle di una lontra e si trasforma addirittura in lontra. Fa pensare questa predisposizione femminile a infierire sul destino del corpo e dell’uomo (pensare a Jenny Saville). Anzi inquieta. È un male profondo, senza soluzione. Se l’”origine del mondo” si schiera sistematicamente contro il mondo, davanti c’è solo il capolinea. A meno che la cifra sia un’altra. E che l’irruenza sarcastica e devastante alla fine non affermi un livello più forte e più desiderato di vita. Nathalie avrà sarà madre?

Forte l’allestimento. Navigando sul sito qualcosa si coglie.

Written by giuseppefrangi

maggio 12, 2008 at 5:11 pm