Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Piero, Burri e le gite scolastiche

with one comment

Reduce da una due giorni tra Arezzo e Città di Castello, tiro queste conclusioni: c’è una continuità ben visibile tra Piero e Burri. La tenda della Madonna del Parto torna tale e quale come movimento nelle lamiere che Burri ha messo in testata al capannone 3 dei Seccatoi del Tabacco. E il senso della terra sereno e inglobante anche il più alto dei cieli è di Piero come di Burri. Questo per dire che sulla rotta Arezzo – Città di Castello si capisce cosa sia l’Italia: la vastità profonda e tersa dei cieli di Piero, il senso di pacificazione profonda tra l’uomo, il luogo e l’eterno che trapassa da Piero a Burri. È una dimensione poetico-umana-intellettuale che non ha paragoni. Longhi ci aveva visto giusto, assegnando a Piero lo snodo decisivo di tutta la cultura figurativa italiana.

Da qui una conclusione molto pragmatica. Mio figlio andrà in viaggio scolastico a Budapest. Frotte di altri studenti stanno partendo per Barcellona, Parigi o Praga. Fosse per me metterei come obbligo che le gite scolastiche liceali abbiano solo mete italiane, e in partiicolare che una volta nei cinque anni facciano rotta su Arezzo e Città di Castello. Una volta che quelle immagini sono entrate nella testa e nella memoria dei ragazzi qualcosa di buono certamente sviluppano (è da secoli che funziona così…)

Infine: non andate ad Arezzo per la mostra di Della Robbia: c’è pochissimo di Luca e tanto, troppo della bottega di mestieranti che ne discendono. Occasione buttata.

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Written by giuseppefrangi

marzo 9, 2009 a 12:21 pm

Una Risposta

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  1. Arezzo,città magnifica.
    Quando andai a Firenze con la mia ragazza volevamo anche andare a vedere Piero…poi per il costo della benzina e la distanza l’idea si eclissò prima di prendere l’auto.
    Piero non lo puoi vedere come se fosse un murales che campeggia nel muro di una stazione ferroviaria,Piero non è da mordi e fuggi,da una toccata e fuga.
    Il maestro di Borgo San Sepolcro mi ha sempre affascinato,è come una calamita per i miei occhi,la mia testa omaggia cioè che produsse la sua mano,il mio cuore batte irregolare davanti al battesimo di Cristo.
    Se andassi ad Arezzo saprei subito dove “catapultarmi” in quella chiesa di San Francesco,dove la Regina di Saba incontra Salomone,dove anche io potrei porgere i miei calorosi omaggi.
    Quanto amo la Toscana,l’amo più di Roma,l’amo più della mia Sicilia,l’amo.
    Quest’Italia è una terra ancora da scoprire,le nuove generazioni(non tutte eh) smaniano per bersi una birra a Praga,per fare un giro nelle vie del centro non ancora infettato dal caro prezzi.
    Io invece avrei altre rotte,altri lidi come si suol dire…
    Condivido moltissimo l’idea di una tappa obbligatoria in quel di Arezzo.Vorrei diventasse la nuova La Mecca,almeno una volta nella vita…cosa ci sarebbe di male se vi si andasse in pellegrinaggio? 😀
    Sono sogni nel cassetto,sogni che,appena avrò il tempo,cercherò di esaudire.
    Senza aver visto Arezzo,senza aver visto Urbino,senza aver visto Orvieto,Perugia e Forlì,senza ricordar Venezia e le sue gallerie dell’accademia.
    E’ un vuoto che prima o poi cercherò di riempire.

    Per ora penserò ad andare in Sant’Eustorgio 😀
    Anche il Foppa è un diamante.

    Saluti 😉

    OTILLAF

    marzo 9, 2009 at 5:25 pm


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