Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Gaudenzio, la pittura come una carezza

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gaudenziookGaudenzio, Gaudenzio: questo volto è davvero difficile da dimenticare. È un particolare della pala di Guadenzio Ferrari, conservata nel Duomo di Novara ma che è rinata sorprendemente con il restauro realizzato per la mostra che si apre il 19 marzo prossimo alla Basilica di San Gaudenzio, sempre a Novara (qui i particolari). La Pala è un Matrimonio mistico di Santa Caterina, e secondo Rossana Sacchi che ha scritto la scheda in catalogo, è da datare intorno al 1527. Due riflessioni attorno a questa volto Madonna: difficile parlare del suo autore come di un minore. Qui siamo ad un’intensità espressiva che può essere solo nelle corde di un grande. È un Gaudenzio correggesco, ma rispetto a Correggio il sublime di Gaudenzio non è mai autoreferenziale. Questa Madonna ha lo sguardo puntato verso un qualcosa (il Bambino) ed è la tensione sentimentale che questo rapporto determina a strutturarne l’espressione. È un sublime che si genera dentro un rapporto, che nasce da uno scambio. Questo volto vibra di commozione in ogni cellula e dissemina una dolcezza che invade anche il cuore piuttosto disilluso di un uomo d’oggi. Non credo di esagerare, ma la carne di questa Madonna è una carne “bambina”.

Ci aveva visto Testori, citato nella scheda del catalogo: «la qualità umana della materia di Gaudenzio […], quel suo incarnar le figure piano, piano, come al tepore d’una continua carezza».

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Written by giuseppefrangi

marzo 12, 2009 a 8:09 pm

2 Risposte

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  1. Gaudenzio è pittore poco conosciuto.
    Di lui mi ricordo poche opere,però quanto è bello l’affresco alla cupola del santuario di Saronno con angeli musicanti?

    Che poi non apprezzi altre sue opere è altro conto:D

    OTILLAF

    marzo 13, 2009 at 6:43 pm

  2. Il volto della Madonna è di una bellezza disarmante, di una dolcezza nella quale quasi ci si perde…maggiore o minore è uno schema che importa poco, a questi livelli. E in Gaudenzio c’è un sentimento di umanità – autentica e feriale -sconosciuto a Correggio. Se guardo all’insieme, però, non posso fare a meno di sentire qualcosa di scomposto, di stonato. Come se l’intorno non tenesse il passo alla verità del rapporto della Madre con il figlio, come se tutto si condensasse in quel frammento, o in altri frammenti (è da un dipinto da rivedere da vicino), che insieme però fatico a comporre.

    Perseoc

    Perseoc

    perseoc

    marzo 13, 2009 at 7:18 pm


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