Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Bacon si lavava i denti con il Vim

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Dall’articolo di Barbara Briganti, su Repubblica, dedicato allo studio di Francis Bacon, 7 di Reece Mews (oggi ricostruito e conservato al Museo di Dublino):

«Delle sue tendenze omosessuali e sadomasochistiche non fece mai mistero. Del suo strano e anticonvenzionale narcisismo neppure. Sotto i pantaloni strettissimi ed il sempiterno giubbotto di cuoio nero, cimelio giunto a Dublino insieme al materiale dello studio, indossava a quanto pare calze a rete e biancheria femminile. Il volto, forse liftato, era pesantemente imbellettato, i capelli tinti con il lucido da scarpe e i denti, sempre secondo la leggenda accuratamente coltivata dell’ artista maledetto e fuori da ogni schema, lavati col vim. Questa era la mitologia, meticolosamente costruita, che aureolava Francis Bacon. Ne facevano parte l’aneddotica sul suo passato, gli amori tragici, le frequentazioni losche e le infinite provocazioni. Da questo punto di vista lo studio di Reece Mews, così come la Conversazione con Bacon, pubblicata da chi ha avuto la fortuna di poterla documentare, sono profondamente rivelatori della vera essenza del suo operato. O forse no».

Immagine 1

Qui era lo studio di Bacon a Londra (A).


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Written by giuseppefrangi

agosto 31, 2009 a 9:42 pm

Pubblicato su Uncategorized

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2 Risposte

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  1. …. o forse no.’
    A lungo, dopo Freud, il portare alla luce la parte rimasta in ombra per via del perbenismo ottocentesco è sembrata una rivoluzione o peggio si è identificata quella oscurità riesumata e confessata con il vero.
    Sarebbe bene rileggere la lettera di s.Giovanni apostolo 1,5 -2,2. (Dio è luce… Se diciamo di essere senza peccato inganniamo… Se confessiamo i nostri peccati egli è fedele e giusto tanto da purificarci…)
    Forse la verità di Bacon non sono le calze a rete, ma la sua disperazione per aver perso l’anima. L’anima è scesa giù nelle calze a rete. Le calze a rete sono meglio che niente. Ma l’anima è meglio. L’anima non ce la salviamo da soli neanche dipingendo. Tanto meno lavandoci i denti con il vim

    paola marzoli

    settembre 3, 2009 at 2:13 pm

    • L’anima meglio delle calze a rete? Il tema è interessante. Ma ovviamente dipende dall’anima. E dipende dalle gambe dentro le calze a rete.

      Biagio

      settembre 11, 2009 at 10:14 am


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