Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Quel pasticciaccio in metropolitana

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La MM di Franco Albini. L’eleganza a portata del popolo. Se ne parlerà alla Triennale. Io mi sono fatto un’idea chiara. Leggetela qui se volete.

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Written by giuseppefrangi

ottobre 13, 2009 a 11:42 pm

Pubblicato su Uncategorized

5 Risposte

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  1. […] Albini (di cui era stato allievo): sull’ultima parete c’era una riproduzione gigantesca di una fotografia della stazione Duomo appena dopo l’inaugurazione. Un’immagine che lasciava tutti a bocca […]

  2. Io ho l’impressione che le metropolitane stiano diventando dei non-luoghi europei, con progettazioni (?) architettoniche da non-luoghi… Non importa se mi trovo a Berlino, Milano, Monaco o Parigi… l’intervento contemporaneo va nella direzione di rendere “omogeneo”. Ciò che viene obliterato, mi sembra, è quindi la specificità eliminabile, quella che non è diventata un elemento riconoscibile e quindi un tratto di storia e un richiamo turistico. La progettazione di Albini per i più non è né riconoscibile né turistica.

    perseoc

    ottobre 14, 2009 at 11:52 am

  3. Mi è sempre piaciuto molto il perfetto accordo grafico (suppongo involontario) fra la “freccia” del manifesto de “La Rinascente” e la biforcazione del percorso nello schema delle stazioni, inserito nella fascia bianca (anche quest’ultimo andrebbe a mio parere recuperato).

    Oy

    ottobre 14, 2009 at 1:33 pm

  4. e del ghisa in bianco che mi dici? E’ tutto finito…

    Flaviano

    ottobre 14, 2009 at 2:04 pm

  5. Piccola sintesi dell’incontro alla Triennale sul “saccheggio” del progetto Albini Noorda.
    1. «Le cose semplici non tollerano cambiamenti»: lo ha detto il figlio di Albini. Mi sembra sintetizzi bene la questione.
    2. Se c’era proprio da fare dei cambiamenti, la strategia usata è stata disastrosa. I due architetti che hanno vinto i concorsi per Garibaldi (realizzato) e Loreto (da farsi) hanno mostrato tutta la loro medicrità intellettuale. Il progetto Albini per loro era più un problema di cui disfarsi che un archetipo attorno al quale girare con circospezione e delicatezza.
    3. Per difendere le sue scelte l’Atm ha mandato il direttore marketing. Il che la dice tutta su quale peso l’azienda abbia dato al problema.
    4. Abbiamo scoperto che lo sventurato intervento alla metropolitana Cadorna con il pavimento bianco è firmato da Citterio (che ora imbarazzato cerca di disconoscerlo). Non si sa più a che santo votarsi…

    giuseppefrangi

    ottobre 14, 2009 at 10:44 pm


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