Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Don Gnocchi, che bellezza

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Mi ha commosso ieri vedere la facciata bianca del Duomo di Milano, con i suoi ricami di marmo che si ritagliavano nell’azzurro di un cielo limpido come erano limpide le intenzioni di questa giornata. Nel mezzo della facciata campeggiava l’immagine di don Gnocchi, per la sua beatificazione. Un’immagine, leggera, sorridente, molto umana, con il volto rivolto verso il popolo che stava là sotto, e quelle pennellate di blu che facevano eco al cielo. Mi è piaciuta, oltre che per ragioni sentimentali (per quel che mi riguarda don Gnocchi è la quintessenza dell’essere milanesi) anche perché immagine aggiornata, spigliata, risintonizzata con i tempi. C’è un che di terso in questo insieme, qualcosa che dà la sensazione di una purezza vissuta, praticabile, semplice ma insieme affascinante. È la “buona vita” che genera inaspettata bellezza. Viva don Carlo!

(l’immagine di don Gnocchi è merito di un pubblicitario milanese Maurilio Brini di Tribe Communication)

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Written by giuseppefrangi

ottobre 26, 2009 a 7:58 pm

Pubblicato su pensieri

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Una Risposta

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  1. È la “buona vita” che genera inaspettata bellezza (cit) Condivido pienamente: una frase bellissima… la bellezza non è mai un fatto esclusivo e personale, né è disgiunta dalla vita.

    perseoc

    ottobre 26, 2009 at 9:17 pm


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