Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Ma la street art resti al posto suo

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Dalla newsletter sempre molto ben fatta di Exibart, veniamo a sapere che uno dei nuovi alberghi di extralusso aperti in questi ultimi tempi a Milano, il Boscolo di corso Matteotti, si appresta ad ospitare una rassegna di opere di street art. I nomi degli invitati sono tutti rigorosamente rockettari, punk, alternativi: FlyCat, Airone, KayOne, Mambo, Sea Creative, El Gato Chimney, Ericsone, Tak, Mr. Wany, Raptuz. Ma diciamoci: che ci fanno negli ambienti tardo pop progettati da Italo Rota per quell’albergo da milionari? È il solito vezzo dei ricchi, che vogliono restare ricchi ma darsi una patina ribellistica. Nossignori, i ricchi facciano i ricchi. Sono meglio quelli che coltivano gusti aristocratici. Come sono meglio gli artisti di strada che accettano la sfida della strada.

A proposito dei quali: molti mi hanno chiesto informazioni sul Murales di Lambrate realizzato a Milano da Blu. Lo si trova al lato della stazione, ma aldilà del tunnel che passa sotto i treni (lato via Rombon). Affrettatevi, perché sta molto soffrendo per l’umidità. E a fianco ne vedrete un altro sorprendente, realizzato da un altro writer che merita attenzione e che si firma Ericailcane (bolognese pure lui). Eccolo qua sotto, intanto.

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Written by giuseppefrangi

gennaio 21, 2010 a 1:54 pm

Pubblicato su art today

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2 Risposte

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  1. Gli artisti invitati al Boscolo sembrano essere quelli della “vecchia guardia” di Milano (Airone, Flycat… gente che gira dai primi anni novanta), più legati al writing che alla street art di Blu, Ericailcane, Bo 130, Microbo, ecc…
    Comunque pensavo che la moda della “street-art” à la Sgarbi-Telemarket fosse già in fase di declino, ma probabilmente sbagliavo.

    Carrelli28

    gennaio 21, 2010 at 7:54 pm

  2. Comprendo la voglia di esporre e di farsi notare, ma così perdono ogni autenticità, si vendono al lusso, la strada non paga, ma insegna.

    Loro hanno abbandonato il maestro per diventare artisti prezzolati.

    OTILLAF

    gennaio 23, 2010 at 12:29 pm


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