Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Quel mattino di Giovanni e Pietro

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Pasqua a Parigi. L’attenzione corre a quel quadro strano, conservatio al Musée d’Orsay, così caro a tanti. Lo ha dipinto nel 1898, un pittore poco più che dilettante, Eugene Burnand, nato in Svizzera, a Moudon, pochi chilometri da Losanna. Le cose che si vedono di lui non preludono in nessun modo a un quadro così magico. Il quadro in questione è suggestivo sin nel titolo: Les disciples Pierre et Jean courant au sépulcre le matin de la Résurrection. Soggetto raro, raccontato con una semplicità da libro di buona dottrina illustrata, ma con un qualcosa in aggiunta, di inatteso. È l’impeto dei due che correndo sembrano già tutti investiti dallo stupore di ciò che vedranno; sono gli occhi sgranati Pietro, vecchio che si ritrova con un cuore da bambino; è questa impaginazione così asimmetrica che sposta il baricentro fuori dalla tela. Ma il particolare che più commuove di questo quadro è l’attenzione al momento in cui il fatto accade: la luce del mattino incendia il cielo di giallo, e diventa una facile, ma per nulla scontata, metafora di una speranza più grande. Aver intercettato questo particolare che rende tutto così vero, è la cosa che assegna al quadro di Burnand un posto particolare in tanti cuori.

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Written by giuseppefrangi

aprile 2, 2010 a 9:46 pm

Pubblicato su pensieri

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2 Risposte

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  1. La corsa di Pietro e Giovanni è quellla raccontata nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Il passo si conclude con Giovanni che nel sepolcro guarda i teli “e vide e credette”. In Pasolini Vangelo secondo Matteo film del 1964 c’è questa corsa dei due… Dopo l’annuncio dell’ angelo. L’ho appena usata per un pezzo televisivo sulla Sindone. Giovanni è la Grazia, l’intuizione, la velocità della Grazia. Pietro la Chiesa, che arriva dopo, che non capisce subito…

    Alessandro

    aprile 4, 2010 at 8:57 am

  2. Grazie. Il riferimento a Pasolini è giustissimo: e mi piace pensare che uno come li si stato attento a questo particolare della corsa.

    giuseppefrangi

    aprile 4, 2010 at 10:45 pm


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