Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Il Paradiso di Giuseppe Panza

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Giuseppe Panza di Biumo, morto ieri a 87 anni, era un uomo pacifico: non c’è bisogno di averlo conosciuto per capirlo. Basta guardare le opere che raccoglieva. Se c’è un filo conduttore che lega le migliaia di quadri della sua collezione nella sua vita probabilmente è quello di un’arte in cerca di armonie più profonde con la vita. L’arte per Panza era risonanza di un assoluto, eco di un equilibrio che andasse oltre la drammatica dialettica della storia. Tra gli antichi amava Beato Angelico ed è una preferenza molto coerente. Gli autori con cui ha rempito partei ed ambienti della magnifica villa di Biumo, si muovono tutti su registri con spostamenti infinitesimali. Monocromi che vibrano di differenze impercettibili, quadri o installazioni che hanno il suono misterioso del silenzio. Che sono incorporei come i pensieri.

Certamente nella testa e nel cuore di Panza queste erano immagini riflesse di un paradiso; echi di un bello che oggi dovrebbe sperimentare nella sua pienezza. In realtà mi permetto di fargli un altro augurio: di aver scoperto oggi che il Paradiso è molto meglio, che non è un vuoto ma un pieno. Che la purezza non è un’assenza ma una presenza. Soprattutto che il Paradiso è pieno di quei corpi (lassù redenti) che per coerenza con la propria sensibilità e il proprio cuore, ha lasciato sempre fuori dalla porta delle sue straordinarie collezioni.

Qualche numero di Panza: 150 opere al Moca di Los Angeles (tra cui tutti i Rothko e i Rauschenberg); 350 al Guggenheim; 200 al museo Cantonale di Lugano; 60 a Rovereto; 133 più 45 ambienti a Villa Panza.

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Written by giuseppefrangi

aprile 25, 2010 a 10:02 pm

Pubblicato su pensieri

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3 Risposte

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  1. non mi ricordo se ti ho già passato questo link
    è un blog di the guardian che seguo abbastanza spesso, anche se non è come robe da chiodi
    http://www.guardian.co.uk/artanddesign/jonathanjonesblog

    Beatrice

    aprile 27, 2010 at 10:46 pm

    • Bello. quello è uno che fa sul serio!
      Ogni tanto un po’ banale, ma interessante.
      Tu che ami la scultura non devi perdere la mostra di Marco Romano a Casole d’Elsa. Inizi 300, si sa poco o nulla di lui, ma è fenomenale. lo consoco solo per immagini. ci andrò senz’altro. Tutto bene tu?
      un abbracio
      giuseppe

      giuseppefrangi

      aprile 27, 2010 at 11:32 pm

      • Sì ho visto che dev’essere una cosa da non perdere… Torno in Italia a fine giugno, ci andrò sicuramente!
        Io tutto bene, sarebbe lungo spiegare com’è Londra e come va col lavoro, comunque sono felice. Soprattutto vedo e studio molte cose. C’è spesso del contemporeaneo interessante. E poi biblioteche, musei e mostre sono una risorsa infinita.
        Per dirti: finalmente posso cercare di vedere in riproduzione ogni singola opera di Picasso. Non sono neanche a metà, ma ho capito una marea di cose.
        E di recente ho capito Poussin! Dopo anni di testate al muro.
        un abbraccio

        Beatrice

        aprile 30, 2010 at 11:07 pm


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