Robe da chiodi

Perché penso, come ha detto qualcuno, che la storia dell’arte liberi la testa

Archive for giugno 2008

Il veloce Schifano

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Recensione di Marco Meneguzzo alla mostra di Roma. «Il pittore romano incarna davvero tutte le virtù e tutti i vizi dell’arte italiana con una continuità istintiva che potrebbe risalire comodamente a Giotto, un tratto distintivo che la rende unica. Velocità, composizione, superficie, “fare grande”, eclettismo della fantasia e rispetto dello strumento – più ancora del linguaggio – che si è scelto: in una frase la scelta della bellezza, comunque».

«Aggiungendo immagini ad immagini, correndo in avanti rispetto a quelle. Dimostrava che la pittura era ancora “più veloce” più disinvolta, più intelligentemente leggera di qualsiasi altra immagine: la pittura diventava l’umanizzazione dell’immagine. E questo, appunto, senza rifugiarsi in nessuna torre d’avorio, senza rivendicare nessun tipo di “qualità” intrinseca alla pittura, magari derivata dalla sua mobilità di natali (natali della pittura, ovviamente…), ma semplicemente indicandone, con l’esempio, l’umanità».

Written by giuseppefrangi

giugno 24, 2008 at 9:48 pm

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Numeri primi

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Con L.D. a parlare di Donatello. Ha due idee molto giuste. Donatello è un numero primo dell’arte, di quelli che non hanno dividendi. Non è la somma di nessun precedente. Poi ancora: Donatello alla sagrestia vecchia di San Lorenzo è come un Jimi Hendrix della scultura.

Written by giuseppefrangi

giugno 16, 2008 at 9:39 pm

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Senza carne

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Timothy Verdon intervistato da Avvenire. Il problema è indicato nell’incapacità di mettere a tema la Resurrezione. In realtà è un falso problema. È una fregola clericale. La Resurrezione sta anche nella rappresentazione di un fiore. E se non è così, non sta. Piuttosto si elude la questione: la Chiesa è senza carne. È venuta meno sull’ingranaggio dell’Incarnazione come aveva visto Péguy. Scarnificata è approdata all’oleografia, quale sia il soggetto che rappresenta. O la tenerezza si genera dalla carne, o è solo sentimentalismo.

Written by giuseppefrangi

giugno 11, 2008 at 6:06 pm

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Michelangelo bestiale

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Firenze, 2 giugno. Visita alla Laurenziana. Quando si entra nel vestibolo sembra di calarsi in una pentola a pressione. Manca il respiro tanta è l’energia compressa che assedia quell’ambiente. L’esterno è rovesciato in un interno: spinge ma non ha spazio attorno. Apre sul chiuso. Le mensole ad altezza d’uomo sono come lingue di draghi pronte a scattare. La scala invade l’ambiente come una colata lavica incontenibile. È architettura fisica. Una belva tenuta alla catena.

Ancora Michelangelo a casa Buonarroti: l’allaccio di braccia della Battaglia dei Centauri (opera di M. 15enne) è un poderoso farsi carne del marmo

Vista la mostra sul Volto di M. Modesta. Da ricordare il disegno di Van Dyck.

Vista la Mostra di Vincenzo Danti, nel “bargelico museo”. La Salomé di bronzo che si scarta dal teatro della decapitazione è notevole. Notevole anche il frontale del carnefice, con gli occhi satanici perforati nel bronzo.

Written by giuseppefrangi

giugno 3, 2008 at 10:53 pm